Tecarterapia o tecar – Un’illustre sconosciuta

Chi non ha mai sentito parlare della tecarterapia, più comunemente chiamata tecar? Ogni qualvolta si ha a che fare con dolori muscolari o articolari è il primo suggerimento che viene dato. Cerchiamo quindi di saperne qualcosa in più per poterci fare un’idea più precisa.

Partendo con le “presentazioni”, innanzitutto possiamo dire che il nome è una sigla e che il significato è Trasferimento Energetico Capacitivo Resistivo; con questo nome si indica un trattamento elettromedicale (cioè che utilizza un apparecchio elettrico a scopi medici) per generare calore endogeno (generato all’interno) che solleciti le capacità riparative dei tessuti.

tecarterapia

A cosa serve la Tecarterapia?

La tecar è una terapia basata sull’impiego del calore per il trattamento di stati infiammatori dolorosi muscolari o articolari, dovuti a traumi o disturbi acuti o di tipo cronico.

Ha un utilizzo piuttosto diffuso poiché è una metodologia che permette di trattare con efficacia e in breve tempo un’ampia gamma di patologie localizzate prevalentemente sulle articolazioni di carico, migliorando quindi la qualità di vita quotidiana.

In ambito medico la tecarterapia ha molteplici campi d’uso quali ad esempio:

  • il recupero da infortuni,
  • il trattamento di patologie muscolari/osteoarticolari
  • programmi riabilitativi post operatori.

Le zone anatomiche di intervento sono ampie e non hanno particolari restrizioni e le più comuni sono:

  • ginocchio
  • spalla
  • gomito
  • cervicale
  • caviglia.

Gli usi più comuni della tecarterapia sono quindi in presenza di:

  • patologie muscolari ed ossee
  • contratture muscolari
  • contusioni
  • infiammazioni
  • patologie dolorose della colonna
  • cervicalgie
  • lombalgie
  • tendiniti
  • distorsioni

Il trattamento può essere associato all’esecuzione di esercizi suggeriti dal terapeuta o alla somministrazione di terapica farmacologica.

Va ricordato comunque che, prima di procedere con la Tecarterapia, è necessario avere una diagnosi o una valutazione funzionale, in modo che l’utilizzo e l’efficacia siano i più specifici possibili.

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Un pò di storia

Sebbene la tecarterapia sia salita alla ribalta soltanto negli ultimi decenni, i primi studi che ne hanno dato l’avvio risalgono al 1890 con il medico e fisico francese Jacques Arsène d’Arsonval.

Successivamente, nel 1939, il medico inglese Willim Beaumon realizzò un primo strumento elettromedicale e coniò il termine “diatermia”, parola che deriva dal greco e che spesso è associata alla tecarterapia il cui significato letterale “calore attraverso” indica un calore terapeutico proveniente dall’interno.

La data che però segna la nascita vera e propria di questo trattamento è il 1995 anno in cui viene coniata la sigla T.E.C.A.R. (Transfer Energy Capacitive And Resistive) dall’azienda Unibell che detiene il marchio.

La tecarterapia è stata introdotta in Italia nella seconda metà degli anni 90 arrivando dalla Spagna paese in cui veniva utilizzava per il trattamento della cellulite; ad oggi il suo uso è principalmente per il trattamento di traumi e patologie infiammatorie dell’apparato muscolo-scheletrico.

In origine questo trattamento veniva utilizzato solamente in ambito sportivo per accelerare la guarigione degli infortuni di atleti e professionisti, oggi invece i campi di azione si sono allargati notevolmente risultando utile a differenti categorie di persone: si pensi alla cura di patologie connesse all’età avanzata (es. artrite), alla postura errata di impiegati (es. mal di schiena, cervicalgia, ecc.), agli effetti di malattie croniche o solamente alla fisioterapia estetica (es. cellulite, trattamenti anti-age).

Come funziona

Il macchinario che viene utilizzato  sfrutta, sul corpo umano, il principio fisico del condensatore. Tramite un generatore elettrico viene emesso un segnale di radiofrequenza  che, trasmesso a due piastre con carica opposta (positiva e negativa), provoca il movimento degli elettroliti presenti nel corpo umano, stimolando la produzione di calore all’interno della zona anatomica interessata dal trattamento. Il calore quindi non viene provocato dall’attraversamento di carica elettrica della superficie cutanea bensì è stimolato dal movimento di attrazione e repulsione delle cariche ioniche degli elettroliti presenti; il paziente pertanto non avvertirà alcun senso di fastidio ma, al contrario, la sensazione di un piacevole massaggio caldo.

Il macchinario è formato da un generatore elettrico (la cui potenza viene regolata in base alle esigenze) e due piastre  (una fissa da posizionare sulla cute opposta a quella da trattare, ed una mobile che il fisioterapista utilizza muovendola continuamente per massaggiare la zona da trattare) ed ha in due modalità di lavoro: capacitiva e resistiva.

La modalità capacitiva rilascia più energia nei primi strati è quindi efficace su tessuti molli e superficiali, quali i muscoli; la modalità resistiva invece rilascia energia più in profondità e quindi interviene su tessuti a più alta densità come tessuti ossei e cartilaginei.

Benefici e Controindicazioni

Il merito principale della tecar terapia è quello di permettere un recupero veloce ed efficace dagli stati infiammatori dell’apparato muscolo-scheletrico. Oltre all’immediata sensazione di benessere determinato dal massaggio effettuato dal terapista, il calore prodotto apporta diversi benefici quali la vasodilatazione dei vasi sanguigni e l’aumento del flusso sanguigno; tali effetti portano ad una maggiore ossigenazione dei tessuti e all’accelerazione dei processi di riparazione cellulare. Il calore inoltre aumenta il rilascio di endorfina con relativa riduzione del dolore.

 

In condizioni normali di salute, non esistono particolari controindicazioni nell’utilizzo della tecarterapia; è bene però prestare particolare attenzione in caso di:

  • affezione da neoplasie
  • presenza di pacemaker
  • stato di gravidanza
  • pazienti pediatrici
  • pazienti che soffrono di epilessia.

Prezzi e durata

Il costo di una seduta varia tra i 25 e i 50 euro e dipende prevalentemente da due fattori: il tipo di apparecchio utilizzato e la formazione specifica del terapeuta che purtroppo, spesso, non è  di tipo universitario bensì delle aziende produttrici.

Il costo di un apparecchio  varia dai 5.000 ai 30.000 euro ed i fattori che influiscono su tale oscillazione sono principalmente i materiali utilizzati, la ricerca scientifica ed i percorsi di formazione effettuati.

La tecarterapia non è convenzionata con il sistema sanitario nazionale poiché non rientra negli elenchi dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) l’elenco contenente le prestazioni che il SSN è tenuto a fornire ,ma è  presente nella lista delle prestazioni rimborsabili dalle assicurazioni sanitarie e dai fondi di assistenza.

Solitamente una seduta di tecarterapia dura in media tra i 20 e i 30 minuti, le cui variabili sono date dall’incidenza di diversi fattori quali zona del trattamento, modalità di utilizzo dell’apparecchio e patologia da trattare.

Per quanto riguarda  invece la durata del trattamento, va considerato che non si tratta mai di una sola seduta, ma di un percorso da valutare con il terapeuta in base alla patologia e al tipo di paziente. Mediamente gli effetti del trattamento sono apprezzabili dopo un ciclo di 5/10 sedute ravvicinate nel tempo solitamente pianificate in 3 volte a settimana per le prime settimane e 2 volte a settimana per le successive.