Uno dei problemi più frequenti nell’ambito dell’apparato muscolo scheletrico è la sindrome femoro rotulea che va a colpire una delle articolazioni più utilizzate in tutto il corpo umano: il ginocchio.

E’ proprio di questa patologia che andremo a parlare, cercando di dare chiarezza ad un termine così “oscuro”.

  • CHE COSA E’
  • CAUSE
  • SINTOMI
  • DIAGNOSI
  • TRATTAMENTO

COSA E’

Partiamo dicendo che è una patologia piuttosto diffusa, che interessa l’area anteriore del ginocchio e che coinvolge l’articolazione compresa tra l’estremità inferiore del femore (epifisi distale) e la rotula.

Il ginocchio è un’articolazione piuttosto complessa che è formata da parti osse (rotula, femore e tibia) unite tra loro, nella parte superiore, dal tendine del quadricipite (muscolo così chiamato perché formato da quattro parti) e, nella parte inferiore, dal tendine rotuleo; a fare da “cuscinetto” tra la rotula e le altre ossa sono presenti i menischi (laterale e mediale).

condropatia femoro rotulea
In presenza della sindrome femoro rotulea, la rotula, invece di scorrere nel suo naturale alloggiamento (gronda fermorale), tende a spostarsi lateralmente e, scontrandosi con le pareti, genera un attrito che, oltre a causare intenso dolore, va ad infiammare e consumare la cartilagine presente (condropatia femoro rotulea); il protrarsi a lungo di questa condizione può contribuire all’insorgenza dell’artrosi.

Tale condizione di dolore nella parte anteriore del ginocchio si manifesta in attività che fanno parte normalmente della nostra routine quotidiana, come per esempio: salire e scendere le scale, correre, accovacciarsi, alzarsi e sedersi su una sedia …. ogni volta cioè che si va a caricare il ginocchio che si trova in flessione.

La Sindrome Femoro Rotulea ha una forte frequenza in età intermedia (30-50 anni) e colpisce prevalentemente

  • donne
  • specifiche categorie di sportivi (corridori, ciclisti, ecc. )
  • coloro che praticano sport in cui sono richieste ripetute flessioni del ginocchio.

Purtroppo è una condizione che persiste per diverso tempo e con possibilità di cronicizzazione; ma va detto anche che, un corretto stile di vita abbinato ad esercizi mirati al rinforzo muscolare fanno decisamente la differenza.

CAUSE

Quando si parla di problematiche dell’apparato muscolo scheletrico non c’è quasi mai una singola causa a determinare il problema ma molteplici fattori che causano l’affaticamento articolare.

Per quanto riguarda la Sindrome Femoro Rotulea, comunque, le cause principali sono prevalentemente tre:

  1. debolezza muscolare di quadricipite (prevalentemente del Vasto Mediale) ed anca;
  2. conformazione anomala del ginocchio (disallineamento rotuleo, conformazione della rotula e della gronda femorale), ;
  3. sovraccarico dell’articolazione durante la flessione del ginocchio (errata postura, pesanti sessioni sportive, lunghe camminate con sforzo del ginocchio).

Diversi studi hanno inoltre evidenziato che la sindrome è spesso associata al valgismo (gli arti inferiori deviano verso l’esterno portando all’avvicinamento delle ginocchia).

SINTOMI 

Generalmente i pazienti che affetti da sindrome femoro rotulea accusano dolore nella zona antero-laterale del ginocchio, riferiscono rumori articolari e difficoltà di movimento soprattutto al mattino.

I sintomi, se non adeguatamente e tempestivamente trattati, tendono ad aumentare e talvolta l’infiammazione può evolvere in un aumento del liquido sinoviale con conseguente gonfiore del ginocchio; il dolore quindi può arrivare a coivolgere la parte posteriore del ginocchio ed arrivare alla coscia, con successiva rigidità articolare e riduzione del tono muscolare.

DIAGNOSI 

La diagnosi è prevalentemente di tipo clinico, pertanto avviene tramite accurato esame obiettivo e valutazione dal vivo dal medico specialista; durante la visita il paziente viene sottoposto prevalentemente a manovre di accovacciamento/flessione di cui viene valutato il dolore suscitato.

A volte per la diagnosi vengono utilizzati esami di diagnostica per immagini quali: radiografia (eseguita con il ginocchio in flessione), risonanza magnetica (per verificare lo stato di salute della cartilagine) o TAC (per valutare le condizioni ossee).

TRATTAMENTO

Il trattamento della Sindrome Femoro Rotulea, come per altre patologie infiammatorie, dipende dal quadro sintomatologico in cui il paziente si presenta al momento della visita dallo specialista ed è specifico, infatti la pianificazione è influenzata da diversi fattori come età del paziente, cause, presenza di ulteriori patologie, ecc.

La terapia è sostanzialmente caratterizzata da tre fasi:

  • la prima è finalizzata alla riduzione dell’infiammazione e del dolore e può prevedere:
    • immobilizzazione con tutore (ginocchiera)
    • sospensione da ogni attività per un periodo dai 3 ai 7 giorni
    • ricorso a terapie farmacologiche con antinfiammatori (sempre secondo prescrizione medica)
    • applicazione di ghiaccio (è consigliato un uso dalle 3 alle 5 volte al giorno, per non più di 20 minuti)
  • la seconda prevede il ricorso a terapie fisiche ad alta tecnologia quali:
    • Tecar
    • Laser
    • onde d’urto

in combinazione anche con

    • Taping rotuleo (consiste in un bendaggio che serve a stabilizzare e riallineare la rotula)
    • tecniche di terapie manuali (manipolazione)
  • nella terza, quando il dolore migliora e risulta accettabile, si inizia un percorso di riabilitazione che prevede la rieducazione funzionale e il rinforzo muscolare del quadricipite (e più nello specifico, del vasto mediale obliquo), con intensità progressiva e che coinvolga anche i muscoli dell’anca.

In aggiunta a quanto sopra indicato, può risultare utile anche l’uso di plantari per il corretto scarico del peso.

Raramente, e solo in casi particolari il medico può decidere di ricorrere al trattamento chirurgico che attualmente avviene prevalentemente in artroscopia.

Bisogna comunque considerare che per un completo recupero il periodo di trattamento può variare da poche settimane fino a qualche mese, dipende dal grado di infiammazione iniziale.

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